Traduzioni di metodi storici
Come ben sanno tutti gli studiosi e gli appassionati, pochissimi degli studi fondamentali di tecnica ed estetica pianistica sono stati tradotti in italiano. Per questa ragione nel nostro sito c'è una speciale sezione che intende raccogliere, poco alla volta, tutte le possibili traduzioni in italiano di testi fondamentali per la storia del pianoforte, della tecnica e dell'interpretazione pianistica.
Chiunque voglia contribuire ad ampliare ed arricchire questa sezione, anche con lavori parziali, sarà il benvenuto!
Clavierschule (Degli Abbellimenti) - 1789 (Daniel G.Türk)
Il metodo di Daniel Gottlob Türk è un testo fondamentale per lo studio della prassi esecutiva nella musica per tastiera della seconda metà del Settecento. Infatti, il manuale è stato scritto nel 1789, solo due anni prima della morte di Mozart, ma è figlio di un’area culturale, quella della Germania del Nord, ancora fortemente legata alle figure dei Bach. Ciò gli consente di essere una preziosissima fonte di informazioni per capire l’estetica e la prassi esecutiva di una cultura musicale che collega Carl Philipp Emanuel Bach al giovane Beethoven, passando per Mozart, Haydn e tutto il primo classicismo. Nella traduzione italiana sono disponibili ampi estratti dei due capitoli più interessanti del manuale: quello dedicato agli abbellimenti (estratti) e quello dedicato alla “giusta” esecuzione.
Clavierschule (Dell'Esecuzione) - 1789 (Daniel G.Türk)
Il metodo di Daniel Gottlob Türk è un testo fondamentale per lo studio della prassi esecutiva nella musica per tastiera della seconda metà del Settecento. Infatti, il manuale è stato scritto nel 1789, solo due anni prima della morte di Mozart, ma è figlio di un’area culturale, quella della Germania del Nord, ancora fortemente legata alle figure dei Bach. Ciò gli consente di essere una preziosissima fonte di informazioni per capire l’estetica e la prassi esecutiva di una cultura musicale che collega Carl Philipp Emanuel Bach al giovane Beethoven, passando per Mozart, Haydn e tutto il primo classicismo. Nella traduzione italiana sono disponibili ampi estratti dei due capitoli più interessanti del manuale: quello dedicato agli abbellimenti (estratti) e quello dedicato alla “giusta” esecuzione.
Ästhetik des Klavierspiels 1876 (A. Kullak)
Theodor Kullak, allievo di Czerny, è stato un celebrato virtuoso e didatta, che ha operato nei decenni centrali dell’Ottocento. Ad Adolph Kullak, pianista e didatta anch’egli, nonché collaboratore del più celebre fratello, dobbiamo un testo,“L’estetica del Pianoforte” (1860) che è stato il fondamentale punto di riferimento teorico pratico dell’esecuzione pianistica fino alla“scoperta” del peso. Ridimensionata la portata rivoluzionaria di quest’ultimo, il testo di Kullak torna ad essere uno scritto interessantissimo per comprendere i principi di tecnica pianistica ed i fondamenti estetici della grande scuola virtuosistica ottocentesca, quella che da Carl Czerny porta fino a Liszt, Hans von Bülow e Anton Rubinstein. Sono disponibili nella traduzione italiana i capitoli dedicati alla posizione della mano e alle tecniche di polso e di braccio. Particolarmente interessanti, questi ultimi, per capire come veniva considerato il tocco di braccio in un’epoca in cui non si parlava ancora di peso.
La scuola pianistica di Ludwig Deppe - 1902 (E. Caland)
Elisabeth Caland non è un nome molto conosciuto nel panorama della didattica storica, ma è ai suoi scritti che bisogna rivolgersi per conoscere il pensiero di Ludwig Deppe, il personaggio cui viene generalmente riconosciuto il merito di aver rivoluzionato il pianismo tardo-ottocentesco con l’invenzione del concetto di “peso”. Purtroppo Deppe non ha lasciato nulla di scritto. Elisabeth Caland, una sua allieva, ha invece pubblicato diversi volumi di tecnica pianistica, tutti dedicati alla spiegazione del vero metodo di Deppe. La Caland ha infatti portato avanti per tutta la vita un’accesa polemica con i teorici del “peso del braccio” (R. M. Breithaupt in testa), sostenendo che questi avessero completamente frainteso gli insegnamenti di Deppe. Sono disponibili nella traduzione italiana le parti fondamentali del primo e principale lavoro pubblicato dalla Caland “L’insegnamento pianistico di Deppe” (1903).
La scuola pianistica di Rudolf M. Breithaupt (A. Elson)
Per quanto osteggiato, contestato e ripensato dallo stesso autore, “Die Natürliche Klaviertechnik” di Rudolf Maria Breithaupt rimane un testo fondamentale con cui tutti i teorici e i didatti del Novecento, dalla Caland a Mattay e Otto Ortmann, da Mugellini a Brugnoli e Scaramuzza, hanno dovuto fare i conti. L’idea che la forza principale che muove l’esecuzione pianistica sia quella di gravità, ossia il peso, e che a questo concetto bisogna conformare tutte le azioni che si svolgono sulla tastiera, la si condivida o no, ha costituito un punto di svolta nella concezione stessa della tecnica pianistica. In attesa della traduzione italiana del testo originale, pubblichiamo un chiaro ed efficace riassunto delle teorie di Breithaupt scritto da Arthur Elson.
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