Tiziano Poli
INTERVISTA AL MAESTRO TIZIANO POLI
Intervista al Maestro Tiziano Poli a proposito di Happy Fingers, un dispositivo da lui brevettato per sviluppare efficacia e correttezza dell’azione delle dita al pianoforte.
Maestro Poli, per iniziare, ci può dire qualcosa dei suoi studi pianistici e della sua attività?
Ho studiato presso il Conservatorio di Milano conseguendo due Diplomi, in Organo e Composizione organistica ed in Pianoforte.
Successivamente ho proseguito gli studi con Fausto Zadra presso L’Ecole Internationale de Piano di Losanna (CH).
Ci sono dei legami diretti tra le scuole pianistiche che lei a conosciuto e approfondito e l’idea di escogitare un apparecchio per migliorare le prestazioni digitali?
Certamente, in particolare l’esperienza con Fausto Zadra ed il contatto con una scuola pianistica raffinata sia sotto l’aspetto
estetico che meccanico mi ha mostrato quanto sia importante un atteggiamento meccanico della mano basato sulla reale funzionalità della mano (e questa è la caratteristica della grandi scuole pianistiche…), infatti dal punto di vista funzionale, utilizzare la mano per come lei è fatta, rende lo studio pianistico molto piu’ semplice. Similmente usare la mano nel modo più’ fisiologico e naturale rende possibile una ricerca sul suono e sulla dinamica che diversamente richiederebbe un dispendio di energie elevatissimo, pur senza garantire l’ottenimento dei risultati desiderati.
Ci può descrivere Happy Fingers e il suo funzionamento? Innanzitutto, è un apparecchio concepito per principianti, o per professionisti? Su quali principi si basa?
Il dispositivo è rivolto a tutti coloro che hanno nella manualità una necessità di assoluto controllo, può’ essere utilizzato quindi sia dal neofita che dal professionista.
E’ molto semplice ed è basato sul criterio di permettere il movimento delle dita senza che venga coinvolto il flessore palmare, infatti, nell’azione pianistica avviene che nel momento in cui il pianista richiede una certa intensità di movimento alle dita., queste si muovono con la conduzione di un muscolo accessorio alle dita, il flessore palmare.
In questo modo s ha una reale potenza, ma altrettanto si limita fortemente l’agilità del movimento e la precisione.
Attraverso un controllo attivo, e neurologico, del movimento, Happy Fingers, (che non è uno strumento ginnico!) permette di sviluppare la sola azione delle dita, “insegnando” in modo naturale il vero modo fisiologico del moto delle dita. Finalità che è certamente possibile ottenere anche senza l’uso del dispositivo, ma in modo più’ lungo e senza la certezza che la dissociazione muscolare tra flessori delle dita e flessore palmare sia ottenuta in modo adeguato.
L’idea di migliorare le prestazioni tecniche attraverso un apparecchio è piuttosto lontana dai principi della didattica novecentesca e ci fa venire in mente il Guidamani di Kalkbrenner, il Chiropalsto di Logier o il Dactylion di Herz che si usavano nel diciannovesimo secolo. Nella sua invenzione c’è, in qualche misura, l’idea di recuperare principi didattici ingiustamente considerati superati, o si tratta di qualcosa di completamente diverso?
Happy Fingers è basato su principi totalmente diversi da quelli che hanno ispiravano i dispositivi ottocenteschi.
Innanzitutto HF non è uno strumento per sviluppare la forza, anche se questo è uno dei risultati che si ottengono, ma ha la sua finalità nel controllo del movimento delle dita.
Inoltre l’esercizio che il dispositivo consente è assolutamente fisiologico, conoscenza che la biomeccanica ci mette a disposizione ora e che ai tempi degli inventori che ha citato, non esistevano ancora, infatti a quell’epoca si pensava che il segreto del virtuosismo dipendesse dalla forza delle dita. Lo certificano i numerosi tomi di esercizi scritti in quel periodo, tutti con la diciture “simile“ per sviluppare la forza l’uguaglianza delle dita ecc. In realtà diventava grande virtuoso colui che riusciva a coniugare la corretta azione muscolare applicandola agli esercizi proposti.
Il fallimento di dispositivi quali il guidamani, è dovuto al fatto che non è stato concepito secondo criteri di rispetto funzionale della mano.
I principi tecnici novecenteschi si basano soprattutto sull’idea di unitarietà tra l’azione della mano e quella del corpo, mentre Happy Finger è concepito per focalizzare l’attenzione sulla dissociazione muscolare tra dita, mano e braccio. L’argomento è molto vasto, ma ci può dire la sua opinione sull’antica ma sempre attuale disputa tra tecnica di dito e tecnica di braccio? Ossia, secondo lei, qual’è la relazione tra azione del dito e azione o gravitazione del braccio riguardo alla ricerca di una efficace azione delle dita?
La risposta richiederebbe appunto una trattazione davvero approfondita. Posso dire che indipendentemente dall’uso di una leva piuttosto che di una altra in senso fisiologico, ossia dall’uso del braccio o meno, l’elemento realmente in contatto con il tasto è sempre e solo il dito e quindi indipendentemente dal motore dell’azione (braccio, polso, gravitazione, ecc..) il dito ha un importanza unica e insostituibile quale reale governatore dell’abbassamento del tasto, (e quindi nella produzione del suono). Si evince quindi l’importanza di una corretta azione delle dita.
Il dispositivo va inteso come aiuto a muovere le dita con fisiologica correttezza, e non come suggeritore di una scuola pianistica basata su una teoria piuttosto che un’altra.
La biomeccanica ci insegna che ogni articolazione si muove secondo un sistema di leve, è compito dell’interprete sceglierne una e applicarla a seconda della necessità estetica di un determinato brano o di un determinato autore.
Nella sua idea di tecnica pianistica, il principio della dissociazione riguarda anche l’esecuzione, o solamente il momento del puro esercizio muscolare? In altre parole, lo reputa un “principio” cosciente dell’esecuzione pianistica?
Certamente! E’ una condizione di movimento, esattamente come sarebbe innaturale il camminare tenendo le braccia sollevate!
Per concludere, torniamo a Happy Fingers, se un pianista decide di acquistare l’apparecchio, riceve anche indicazioni su quanto utilizzarlo? “Sessioni” e “cicli” di esercizi a seconda delle necessità e così via?
Happy Fingers è dotato di un manuale con istruzioni e con foto ed esempi che ne illustrano l’uso corretto e l’uso scorretto.
Secondo l’esperienza di oltre un anno di commercializzazione tutti hanno compreso come utilizzarlo in modo corretto.
Chi volesse acquistare il dispositivo o avere altre informazioni, visionare filmati o leggere testimonianze di che l’ha provato, basta che visiti la pagina www.tecnicapianistica.com
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